mercoledì 16 gennaio 2013

La scienza dal giocattolaio




Domenica scorsa sono stata alla presentazione del libro “La scienza dal giocattolaio”  edito da Codice edizioni; più che un libro per bambini, si tratta di piccolo dizionario illustrato dei giocattoli preferiti da noi adulti: dal meccano al frisbee, dalla Barbie al dolce forno, dal piccolo chimico ai soldatini; dietro ad ognuno di questi giocattoli si nascondono delle storie e degli aneddoti curiosi ed inconsueti.
Lo sapevate che con 6 mattoncini Lego si possono fare addirittura 95000 combinazioni diverse (devo dirlo alla Nanetta che non fa altro che giocare con i suoi Lego Duplo!)? E che una delle primissime versioni del Piccolo Chimico in vendita negli Stati Uniti negli anni ’50 conteneva ben 4 isotopi di uranio radioattivo? Roba da matti! E che dire dell’Hula  Hop, assurto a simbolo del femminismo, che veniva utilizzato già dai greci ed ancora prima dagli egizi, 500 anni prima della nascita di Cristo? Ho appreso anche che il cubo magico di Kubrik si può risolvere in 20 mosse (io non so mai riuscita a completare più di due facciate di questo misterioso cubo) e che il Monopoly, il gioco più giocato da sempre, è arrivato in Italia all’epoca del fascismo? Tradotto in italiano con il termine italico Monopoli, i nomi che compaiono sul Monopoli prendono spunto dai nomi delle vie di Milano.
Questo libro è stata una vera rivelazione, come fare un tuffo nella storia di intere generazioni di bambini, alla riscoperta dei giocattoli più divertenti e diffusi del Novecento: è un piccolo vocabolario scientifico del giocattolo, composto da voci brevi, corredato da illustrazioni accattivanti e da una ricca iconografia….ma soprattutto contiene curiosità a palate!
L’autore, Davide Coero Borga, si definisce al tempo stesso uno scienziato ed un apprendista giocattolaio,  ed ha cercato di raccontarci in modo semplice e ludico la storia dei nostri giocattoli preferiti e di cosa abbiamo imparato da loro, senza saperlo.
Ognuno dei 31 giocattoli famosi repertoriati ha una propria carta d’identità, una descrizione precisa, con insospettate storie di scienza che si celano dietro la maschera di ninnoli per bambini. La scienza dal giocattolaio è anche un libro giocattolo, in cui le immagini si trasformano grazie ad una gelatina rossa, estraibile dalla contro copertina, che, se sovrapposta alle immagini del libro, rivela una serie di figure nascoste che ammiccano al lettore e ai contenuti letti.
A metà fra un catalogo di una mostra e un libro di design, La scienza dal giocattolaio è anche un’esperienza visiva: scatti tratti da un set fotografico incontrano giocattoli scientificamente reinterpretati. 


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