venerdì 19 ottobre 2012

La caponata di zucca di Ambra……



Per questa ricetta devo ringraziare la mia collega Ambra che me l’ha suggerita: onestamente da una siciliana doc non mi sarei mai aspettata un piatto a base di zucca. Saranno i pregiudizi insiti in ognuno di noi, ma quando Ambra mi ha detto che aveva una ricetta buonissima a base di zucca l’ho guardata strana: chessò da lei mi sarei aspettata un piatto a base di pesce spada o di ragusano o, ancora, di capperi ma la zucca proprio no J…..ed è quindi con un pizzico di curiosità che ho recuperato questa sua ricetta che lei chiama zucca in agrodolce, ma che io ribattezzato caponata di zucca proprio per rendere omaggio alle sue inequivocabili origini…..premesso che amo la zucca, in tutti i modi, questo piatto è uno di quelli che definirei senz’altro sfiziosi.
Buon weekend a tutti! Quanto a me, per restare sempre in tema di zucca, io me ne vado a Mantova…chissà che non riesca a mangiare un bel piatto di tortelli di zucca ;-)!!!!!

500 gr di zucca
1 spicchio di aglio
Farina q.b.
3 cucchiai di olive taggiasche
½ bicchiere scarso di aceto (poi dipende dal tipo di aceto che avete, se è troppo forte, la dose va diminuita)
1 cucchiaio scarso di zucchero
Origano q.b.
Olio arachidi q.b.
Sale q.b.

Tagliate la zucca a fettine, lavatela ed asciugatela, infarinatela e friggetela appena con l’olio di arachidi.
In una padella fate scaldare un po’ di olio, unite lo spicchio d’aglio le olive taggiasche, fate rosolare un paio di minuti, poi aggiungete l’aceto e lo zucchero, fate evaporare ed unite la zucca che avrete messo da parte. Finite la cottura della zucca affinché il tutto si amalgami bene. Prima di spegnere versate l’origano, mescolate il tutto e servite in tavola la vostra caponata calda.

mercoledì 17 ottobre 2012

Riso thai con gamberi e cannellini




E’ quasi un anno che ho ripreso a lavorare e nel posto dove passo attualmente in media almeno 9 ore al giorno, la maggior parte dei miei colleghi si portano la “gamelle” o ”schischetta” da casa. C’è da dire che il mio ufficio è situato in un’area industriale decisamente sfigata dal punto di vista gastronomico, una specie di deserto dei tartari della ristorazione: se vuoi mangiare qualcosa devi prendere la macchina ed andare nel vicino centro direzionale dove c’è una mensa ed un bar, oppure allontanarti ancora, e trovare una trattoria dai prezzi abbordabili….quindi la soluzione di portare la schiscetta da casa rimane senz’altro quella più facilmente percorribile e, soprattutto, più sana. Abbiamo inoltre una stanza “ristorazione” dotata di forno a microonde, di frigorifero con freezer, di macchina automatica di bevande calde, di fontana d’acqua, di tavolo spazioso e pure di tovaglioli di carta…io sono stata ben contenta di adeguarmi al trend generale anche perché, soffrendo di reflusso gastroesofageo, non posso certo domandare al mio povero stomaco di pranzare fuori tutti i giorni. Certo però che non è sempre semplice preparare la mattina, prima di uscire da casa, con la Nanetta che vuole leggere una storia, un piatto equilibrato ed al tempo stesso nutriente per il pranzo: c’è poi da aggiungere che, nel mio caso, non riesco neppure a portarmi “les restes” della cena prima perché le due fameliche mandibole  che vivono insieme a me sistematicamente, ad ogni cena, spazzolano tutto. E così accanto ad hamburger di soia, insalatone o zuppe, ogni tanto mi invento qualche piatto appositamente concepito per questo “nobile” scopo.

Ho deciso così di inaugurare oggi una nuova sezione di ricette, che si andrà popolando nel corso dei mesi, dedicata ai piatti che mi preparo per l’ufficio. Se avete suggerimenti e ricette da mandarmi, le testerò e le pubblicherò! Non mi resta che augurare Buona schiscetta a tutti!




200 gr di riso thai Giano
200 gr di gamberoni sgusciati
230 gr di cannellini
1 spicchio di aglio
5/6 foglie di salvia
Olio evo q.b.
Sale e pepe q.b.
Fate bollire il riso thai; nel frattempo in una padella scaldate l’olio, aggiungete lo spicchio d’aglio, poi i fagioli cannellini ed alla fine i gamberoni: cuocete a fuoco vivace per 5-6 minuti, un paio di minuti prima di spegnere, unite la salvia. Salate e pepate. Unite il riso thai, che avrete precedentemente scolato, ai fagioli ed ai gamberoni. Mescolate bene e se necessario, aggiungete un filo di olio.

lunedì 15 ottobre 2012

Le fettine alla pizzaiola della mia mamma


Il motivo per il quale la Nanetta adori le fettine alla pizzaiola della mia mamma rimane per me un mistero. Ripenso a quando ero piccola, a mia mamma mi preparava queste benedette fettine ed al fatto che, rispetto a tanti altri piatti che mi proponeva, le fettine panate tanto per fare un esempio, queste fettine alla pizzaiola non rientrassero tra i top ten…..Ora che sono grande ho imparato ad apprezzarle e mi piacciono anche perché consentono di camuffare bene il sapore della carne…..Diversamente da me, la Nanetta le divora (sarà forse perché è una carnivora convinta?) ed è per questo motivo che ho deciso di proporvele nonostante il mio periodo di astensione dalla carne perduri: se avete figli e volete variare un po’ dalla solita scaloppina, provatele perché il successo è garantito!

4 fettine di manzo o vitellone (taglio pezza, il taglio più tenero) battute
200 gr di polpa di pomodoro
1 spicchio di aglio
Origano q.b.
Olio evo q.b.
Sale e pepe q.b. 
In una padella scaldate l’olio e fate rosolare l’aglio, poi prendete le fettine, una alla volta, e cuocetele a fuoco vivace: riservate in un piatto. Salate e pepate. Nello stesso olio utilizzato per cuocere le fettine, versate il pomodoro, cuocetelo per 5-6 minuti sino a farlo restringere un poco. Unite nuovamente le fettine, coprite con  il coperchio e lasciate cuocere per 20 minuti circa a fuoco bassissimo: a cottura ultimata, cospargete con una generosa manciata di origano. Servite calde.