venerdì 10 dicembre 2010

No, non è una macchina del pane come le altre……

Credits: Sanyo

Sicuramente non è una macchina del pane come le altre, neppure per le dimensioni, perché con i suoi 11 kg la Sanyo’s Gopan (da gohan, riso in giapponese, e pan, pane) non è certo un utensile che può essere piazzato in una qualsiasi cucina. Ma cos’ha di così innovativo la Sanyo Gopan? Si tratta di una macchina che produce il pane macinando direttamente i chicchi di riso. Le tradizionali macchine del pane realizzano dell’ottimo pane, partendo però sempre dalla farina: la Gopan, invece, è in grado di cuocere dei deliziosi panetti di riso utilizzando semplicemente la materia prima non lavorata, ed in 4 ore, con la sola aggiunta di acqua, sale, e lievito ottenere del pane di riso. Visto che l’idea viene dal Giappone non ci dovrebbe stupire più di tanto: laggiù la Sanyo Gopan va letteralmente a ruba, tanto che si prevede un esaurimento delle scorte prima delle festività natalizie e la Sanyo sta seriamente pensando ad una riedizione nel 2011. Il prodotto è stato inoltre promosso e sostenuto dal Ministero dell’Agricoltura che sta portando avanti una campagna di sensibilizzazione a favore del riso, il cui consumo, presso la popolazione giapponese, si è praticamente dimezzato nell’arco di 40 anni, passando dai 118 kg/anno pro capite dei primi anni 60’ agli attuali 59kg/anno pro capite. Inoltre la Gopan risponde perfettamente alle esigenze delle persone malate di celiachia che non possono mangiare il grano ma che amano comunque il pane fresco......l'unico problema è che al momento la Sanyo Gopan non è commercializzata in Europa quindi farsela spedire dal Giappone costerebbero un pò caro. 

giovedì 9 dicembre 2010

Zuppa rustica di fagioli cannellini e catalogna


In un ristorante di Piacenza un paio di settimane, in una giornata di freddo pungente, ho provato una zuppa di fagioli cannellini e catalogna che ho apprezzato moltissimo. Di ritorno a casa, ho provato a rifarla e dopo un paio di tentativi, penso di essere arrivata alla ricetta originale che vi propongo.
Ingredienti (sempre per due persone con appetito e desiderose di riscaldarsi):
1 barattolo di fagioli cannellini pronti all’uso
200 gr di catalogna bollita
un cucchiaio di concentrato di pomodoro
brodo vegetale q.b.
carota, cipolla e sedano per soffritto
olio d’oliva
parmigiano grattugiato
sale e pepe
Scolate i fagioli dal barattolo e sciacquateli sotto l’acqua. In una casseruola, mettete un filo di olio con carota, cipolla e sedano: fate andare il soffritto. Aggiungete la catalogna bollita  fatta a pezzetti, continuate a fare cuocere al fine di insaporire il tutto. Mettete un cucchiaio di concentrato di pomodoro stemperandolo in un goccio d’acqua. Fate insaporire ed, infine, aggiungete i fagioli. Mettete il brodo: la quantità di brodo dipende da come volete la zuppa. Se la preferite più “acquatica”, allora dovrete aggiungere più brodo; se, al contrario, vi piacciono le zuppe belle dense, cremose, con una parte dei fagioli che si sono sciolti, la quantità di brodo sarà sicuramente minore. Io vi suggerisco di iniziare con poco brodo, se poi vedete che la zuppa è troppo asciutta, fate sempre in tempo ad aggiungere del brodo. Cuocete, a fuoco basso, per almeno 20 minuti- mezz'ora: i fagioli devono cominciare a sciogliersi. Servite la zuppa calda con una grattata di parmigiano e dell’olio crudo.
Variante suggeritami dalla mia amica Luciana:
la mia amica Luciana mi ha detto che questa zuppa è molto usata nel meridione, soprattutto a Napoli e mi ha suggerito la seguente variante che non ho ancora sperimentato ma che mi sembra ugualmente interessante proporvi: invece di fare il soffritto, fate rosolare in una padella, con dell’olio, un po’ di aglio e di peperoncino ed aggiungete  la catalogna. Una volta che la catalogna è ben rosolata aggiungete i fagioli. Anche in questo caso occorrerà aggiungere del brodo per rendere il tutto cremoso. Provatela e fatemi sapere.

martedì 7 dicembre 2010

Regali a km 0


Sembra proprio che quest’anno il regalo eco-compatibile sia di gran moda: ho già visto diversi settimanali dedicare degli ampi servizi a questo tema di grande attualità. Nel mio piccolo anch’io ho un suggerimento di regalo eco-compatibile e a km 0 da darvi e riguarda soprattutto i lettori del mio blog che risiedono a Milano (nella zona est): si tratta del progetto Gusto di Brianza (http://www.gustodibrianzaest.it/).  L’iniziativa Gusto di Brianza vuole valorizzare il territorio compreso tra il Lambro e l’Adda, attraverso una serie di attività volte a favorire la ri-scoperta del paesaggio, della cultura, dei prodotti locali e delle tradizioni contadine della Brianza Orientale.
In quest'ottica, Gusto di Brianza ha lanciato l'idea dei pacchi natalizi a km 0 o quasi. All'interno dei pacchi troverete soltanto prodotti delle cascine o della aziende agricole della zona: cìè la birra di Natale prodotta dal birrificio Hibu di Cornate d'Adda, rossa, corposa e con buccia d'arancia dolce e cannella; c'è il dolce Ficòn, realizzato con farine di grano e mais e l'aggiunta di fiori di sambuco e di foglioline di rosmarino oppure il Pan Tramvai, dolce tipico della Brianza, rielaborazione del tradizionale pane con le uvette, o ancora, il cotechino o lo zampone prodotto nella cascina in cui i maiali sono nutriti solo con frumento, mais, orzo e piselli, o la pasta di farro della Brianza, realizzata con il farro di 19 produttori brianzoli coinvolti in un progetto della Camera di Commercio di Monza e Brianza, senza dimenticare il vino Bollicine di Brianza Brut.....insomma ce n'è per tutti i gusti e soprattutto per tutte le tasche. I pacchi infatti hanno un costo che va da 9 a 119 euro e sono prenotabili inviando il modulo d'ordine compilato a info@gustodibrianzaest.it ; per altre informazioni contattate pure il signor Brambilla (chi altrimenti!) al numero 333.4065161 .